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28 Marzo – Il Bosco di Belec

I nostri eroi sono giunti al paesino di Borotin in compagnia del taglialegna Josef, che offre loro un pasto spartano nella sua casetta ai margini del Bosco di Belec, e poi li accompagna in paese per comprare qualche scorta. Qui, i nostri scoprono che è passato una decina di giorni prima un altro gruppo di cinque o sei individui, due dei quali, ben armati, sono stati nel paesino per rifornirsi, e uno di loro, biondo e robusto, ha provato a violentare la moglie di uno degli abitanti, Samuel. L’uomo fornisce una descrizione sommaria dei due giunti in paese, e dice che il gruppo aveva due muli da carico. I nostri si fanno spiegare le piste del bosco da Nikolas, un cacciatore, e poi partono dopo aver comprato qualche rifornimento.
Kaelen trova le tracce dell’altro gruppo, che proseguono lungo la pista principale. Ogni tanto, uno dei misteriosi individui si stacca dal gruppo per tornare indietro con un mezzo giro. I nostri pernottano nel bosco, il mattino seguente imboccano la pista che risale le placide colline verso nord-ovest, verso le terre abitate dagli elfi. Dopo un’altra notte di riposo, i nostri arrivano al torrente che segna una sorta di confine con la zona degli elfi.
Qui Kaelen trova i resti di un piccolo incendio, circoscritto ad alcuni alberi. Seguendo le tracce che si allontanano dall’incendio, i nostri trovano i segni di uno scontro vicino a una pietraia scoscesa. Elfi e umani si sono battuti, non ci sono cadaveri in giro. Seguendo le tracce del gruppo, i nostri si trovano a vagare nel bosco, ritrovano una pista verso ovest, ma dopo averla seguita per qualche ora, trovano tracce fresche del passaggio dell’altro gruppo. I misteriosi individui si sono diretti verso nord-ovest, in mezzo al bosco, in apparenza senza una meta precisa.
I nostri li seguono ancora, fino ad avvistarli. Viene deciso di seguirli a distanza per tendere poi un agguato. Uno degli inseguiti si stacca fra gli alberi, Kaelen e Aurion provano a catturarlo, l’elfo manovra alle spalle, mentre Aurion si avvicina. Il nemico è pronto a tirare con l’arco, ma una freccia di Kaelen lo ferisce. L’uomo chiede aiuto, Aurion lo assale e lo abbatte con due durissimi colpi. Il resto dei nemici accorre, sono in tre, fra cui l’uomo biondo e robusto. Questi va su Kaelen, che viene salvato da Aurion, che ferisce il nemico che, sanguinante, crolla a terra in breve. Lo spadaccino corre subito ad aiutare Khorin, che si è scontrato con un nemico più elegante, con spada e pugnale da parata. Il nano ferisce il nemico, che però restituisce il colpo. Intanto, Gabriel si accorge della presenza di un altro nemico alle spalle, e riesce ad anticipare il tiro di una freccia con un doppio dardo di ghiaccio. Il nemico ferito si rifugia dietro un albero. Aurion abbatte il nemico elegante, poi si lancia verso il tizio dietro l’albero e lo finisce. Kaelen, dopo aver centrato con una freccia il terzo avversario, ne intima la resa, e l’uomo lascia cadere le armi e si sdraia a terra.
Così, i nostri sono riusciti a raggiungere e sconfiggere un misterioso gruppo in viaggio nel Bosco di Belec. Chi sono, e cosa erano venuti a fare gli sconosciuti nel Bosco?

PIZZE FABIO



30 Marzo – Ragni e ragnatele

I nostri eroi hanno avuto la meglio nello scontro, il prigioniero, un ragazzotto, chiede notizie sulla salute del fratello. Kaelen medica la ferita di quest’ultimo, intanto gli altri interrogano il prigioniero, che rivela che alla testa del gruppo c’era l’uomo elegante, Gabor, ma che in realtà tutti prendevano ordini da un misterioso individuo con la bandana nera, che si fa chiamare Mika. Kaelen e Aurion vanno in cerca di questo tizio, ma trovano i muli abbandonati e un’impronta dell’uomo in direzione sud.
Il gruppo promette al prigioniero la libertà in cambio di tutto ciò che sa, e il giovane accetta, desideroso di vivere e salvare il fratello ancora privo di conoscenza. Dice che quando il suo gruppo ha incontrato Mika, questi era da solo a bordo di un carro, e li ha ingaggiati promettendo una grande ricompensa. Il carro ha poi avuto un problema tecnico, così hanno proseguito con due muli, e Mika portava con sé tre sacchi di iuta dal contenuto misterioso, e un baule. Secondo il giovane, Mika è taciturno e molto strano, bisbigliava ogni tanto parole in una lingua misteriosa.
Una sera, però, avendo bevuto un po’ di liquore, ha cominciato a straparlare, menzionando il Grande Ragno, un certo “altro potere”, e di aver perso i propri compagni durante il furto ai danni di una persona che possedeva diversi oggetti di valore, dalle parti di Mustek, borgo a nord della foresta di Breius, di cui Gabriel ha già sentito parlare. L’intento di Mika in quei boschi era di catturare un elfo vivo, ed egli inoltre si è recato da solo nella zona più intricata del bosco con uno dei muli carico dei sacchi e del baule, ed è tornato a mani vuote.
I nostri si fanno guidare dal giovane fino a questa zona di bosco, poi liberano lui e il fratello dando loro uno dei muli. Il gruppo si infila nell’intrico di quella depressione del bosco, fino a scorgere grosse ragnatele sugli alberi. A un tratto, si sente una breve risata e si notano movimenti tra i cespugli, fino a quando una figura con la bandana nera compare per un attimo davanti ai nostri. Mika fugge correndo fra gli alberi, Khorin prova a stargli dietro seguito da Aurion e Gabriel, mentre Kaelen avanza attento, con una freccia incoccata, vicino a Tyrael. Un enorme ragno si para davanti al nano e i suoi compagni, sbarrando la loro corsa, e Khorin ingaggia subito in battaglia il nemico. Kaelen nota però un secondo ragno gigante calare silenzioso sopra i compagni, dà un grido di avvertimento e poi scocca la freccia, che ferisce la creatura. Il ragno riesce a mordere Gabriel, che ferito si scosta di lato, mentre Aurion vibra un paio di colpi che feriscono il mostro, che batte in ritirata tornando verso l’alto.
Intanto, Kaelen non si è accorto che anche sopra di lui grava il pericolo: un terzo ragno gigante lo ferisce, e poi assale Tyrael, facendogli perdere i sensi. Kaelen colpisce la bestia con una freccia ravvicinata, mentre Aurion piomba addosso al nemico di Khorin e lo trafigge con una spada, che rimane incastrata nella creatura. Gabriel colpisce con un doppio dardo di ghiaccio il nemico in aria, che torna alla carica, mentre Aurion accorre in aiuto di Kaelen e Tyrael, e abbatte anche un secondo mostro. Infine, mentre i nostri neutralizzano l’ultimo nemico rimasto, Kaelen nota una macchia nera dietro un albero, e si prepara a colpirla con una freccia. Gabriel ha la sensazione di pericolo e salta via magicamente, avvertendo gli altri. Mika, nascosto dietro l’albero, si sente scoperto e fugge, nonostante la ferita che Kaelen gli infligge con una freccia. Aurion raggiunge in breve il nemico inseguendolo nel bosco ma, prima di poterlo neutralizzare, Mika si pianta uno dei pugnali nel cranio, morendo in poco tempo.
I nostri ritrovano le tracce dell’uomo e arrivano al centro di quella parte di bosco, dove fra varie ragnatele giganti si trova un baule. Il gruppo lo recupera e si porta al di fuori della zona intricata. All’interno, vi sono numerosi oggetti magici, fra cui alcuni che attirano non poco l’attenzione dei nostri: tre pergamene magiche, preparate da Corvus, il maestro di Gabriel, e un pugnale di gran pregio con l’effige dei Vondrack.
Come ha fatto Mika a entrare in possesso di tali oggetti? Quali erano i suoi scopi? E quali saranno i prossimi passi dei nostri eroi?

PIZZE MARCO



30 Marzo – Albert Vondrack

I nostri eroi si spartiscono il bottino di oggetti magici, poi si allontanano nel bosco verso ovest, caricando sul mulo il povero Tyrael, ancora privo di conoscenza ma non in pericolo di vita. Trascorsa una notte all’addiaccio, i nostri ripartono e si avvicinano alle colline ai margini del bosco. Durante una breve sosta, Aurion e Kaelen sentono muoversi delle fronde, intimano a chi vi è nascosto di uscire allo scoperto. Si tratta di Svytal, un cacciatore della zona, che mette in guardia il gruppo riguardo le colline: brulicano di orchetti. Svytal si offre di guidare i nostri verso un sentiero sicuro che valica le colline più a sud, ma il gruppo rifiuta.
Guidati dagli occhi attenti di Kaelen, i nostri trovano comunque un sentiero che risale una collina pietrosa e le gira attorno fino a trovarsi sul versante a occidente. Qui, i nostri scorgono un pennacchio di fumo dalle colline più a nord. Dopo la discesa, il gruppo si imbatte nei resti di una baracca data alle fiamme molto tempo prima, e notano il profilo di un maniero in rovina su un’altura. La zona che i nostri attraversano è selvaggia brughiera, non vi sono altri segni di insediamenti umani.
Durante la sosta notturna, accade qualcosa di molto strano: Kaelen, di guardia, è vittima di un potere, sente una voce che lo comanda ed è costretto a obbedire. Egli si allontana nel boschetto vicino a si addormenta ai piedi di un albero. Khorin viene destato da un piccolo scoiattolo, che sembra voler comunicare con lui. Il nano sveglia Tyrael, e i due notano l’assenza di Kaelen. Tyrael, conoscendo le capacità di Kaelen, pensa che lo scoiattolo possa essere un messaggero. Khorin allora si arma e segue l’animaletto, mentre Tyrael resta indietro, pronto a svegliare gli altri due compagni se il nano non sarà di ritorno entro mezz’ora.
Khorin segue lo scoiattolo fino all’albero sotto cui dorme Kaelen. Prima di potersi avvicinare, da dietro la pianta sbuca un individuo avvolto in un mantello scuro. È un giovane che il nano ha già veduto raffigurato negli arazzi del sotterraneo, in compagni della coppia di vampiri dall’aspetto più adulto. Il giovane si presenta come Albert Vondrack. Lo sbigottito Khorin parla con la creatura, che in tono tranquillo racconta la sua storia e rivela numerose informazioni. Albert dice che i sotterranei erano il rifugio segreto per lui, Alyna e Markus, un potente Antico, vampiro di grande potenza, diretto discendente dell’Antenato Damien Vondrack. In seguito a una guerra intestina nella famiglia, Alyna, prediletta di Markus, è stata uccisa, la sua essenza racchiusa in una gemma, la stessa che i nostri hanno trovato. Folle di dolore ma ormai quasi privo di potere, Markus non ha potuto vendicarsi. Albert, sapendo cosa sarebbe accaduto se la guerra fra i Vondrack fosse esplosa in tutto il suo terrore, ha mentito a Markus, dicendo che la gemma era stata sottratta, e giurando che se ne fosse entrato in possesso, avrebbe subito risvegliato Markus con il suo potere. Markus è da quel giorno in stato di torpore, e Albert non vuole che si risvegli, per il bene di tutti. Un altro Vondrack, Karol, vuole invece risvegliare l’Antico e scatenare la sua furia.
Albert mette in guardia Khorin: Karol vuole l’essenza contenuta nella gemma, ma essi non possono distruggerla, o tutti i Vondrack saranno costretti a unirsi nella ricerca dei profanatori. Al tempo stesso, i nostri non possono farla cadere in mani sbagliate. L’essenza di vampiro pare essere infatti l’origine della Morte Oscura che ha decimato la popolazione di Aluin qualche anno prima. Essa è infatti un potere che trascende le tre classi di magia comunemente conosciute. È, di fatto, un “altro potere”, che fa gola a molti, e Albert indica due potenziali nemici molto pericolosi, che andrebbero fermati: la setta del Grande Ragno, e l’Ingegnere. Il vampiro consiglia di trovare un rifugio dove lasciare la gemma, in modo che sia protetta e celata, ma non sa consigliare una soluzione.
Frattanto, Tyrael desta Gabriel e Aurion, e i tre vanno in cerca di Khorin. Albert, sentendoli arrivare, si muta in pipistrello e vola via. Il gruppo trascorre qualche ora agitata fino all’alba, poi riprende il viaggio. Dopo un’altra giornata in terre selvagge, i nostri sono ormai vicini ai monti e trovano una grande via che corre da nord a sud seguendo il profilo dei primi contrafforti. Gabriel, volando, individua una pista più a sud che si inoltra fra le montagne, così i nostri ci vanno e trovano l’indicazione per la fortezza con il simbolo dei due picconi.
Il gruppo risale la pista, nel primo pomeriggio si sentono delle voci provenire da una pineta. Un gruppo di uomini armati sta cercando di stanare dei misteriosi individui nascosti fra gli alberi. Quando uno del gruppo lancia una freccia incendiaria, i nostri vedono una sfera d’acqua spegnere il fuoco. Intuendo la natura di almeno uno degli avversari degli uomini armati, Gabriel si fa avanti per parlamentare. Si scopre che fra i pini si nascondono una dozzina di barbari, popolazione che vive oltre i Monti. Fra essi, uno sciamano e un enorme guerriero, Kurug. Essi dicono di essere stati attaccati senza motivo, e che cercano solo un luogo dove vivere in pace. Quando Gabriel torna dagli altri, sul posto è accorso quello che sembra il capo della banda di uomini armati, un tale Nikolai, un tipaccio in armatura di piastre.
Cosa attende i nostri eroi fra i Monti ai Confini? Ciò che Albert ha rivelato è la verità, oppure un’elaborata menzogna per manipolare il gruppo? E cosa c’è di vero dietro l’Altro Potere?

PIZZE TEX



1 Aprile – Asce e lance

I nostri eroi si trovano davanti Nikolai, che li esamina con sguardo attento. Dopo qualche schermaglia verbale, il tipaccio accetta di non attaccare il gruppo di barbari, se essi si impegnano a tornare alle montagne. Gabriel fa da garante, rassicurando lo sciamano, Vorg. I barbari lasciano il loro nascondiglio e si mettono in viaggio con i nostri e il gruppo di guerrieri di Nikolai. Quest’ultimo emette una specie di richiamo con un corno, a cui risponde un analogo suono più lontano sui monti. Egli spiega che le sentinelle segnalano che è tutto ok lungo la pista.
I due gruppi viaggiano a breve distanza l’uno dall’altro, i nostri scoprono che Nikolai e i suoi di fatto “proteggono” quelle terre in cambio di denaro, e che uno dei pericoli più grandi della zona è una banda di selvaggi che fanno uso di lance, guidati dalla Lancia Nera, un guerriero con una grande lancia di quel colore. I barbari di Vorg, invece, appartengono alla tribù delle Asce, i guerrieri fanno uso solo di quest’arma, e sono in contrapposizione con le Lance. Scelto un punto per trascorrere la notte, Nikolai ordina ai suoi di vigilare attorno ai due accampamenti. Kaelen, dopo aver meditato un paio d’ore, comincia a girare fra le sentinelle, innervosendole ma tenendo d’occhio il campo.
L’elfo nota Nikolai che, svegliato attorno alla mezzanotte, si allontana nel buio tornando sulla pista già percorsa. Kaelen lo segue, di nascosto, e lo scopre intento a parlare in un boschetto con un selvaggio, armato di lancia. Nikolai, di fatto, incarica il selvaggio di occuparsi dei nostri, visto che fa riferimento a cinque nemici, di cui uno disarmato e uno poco avvezzo all’uso delle armi. L’elfo torna all’accampamento e avvisa i suoi amici il mattino seguente. Sul chi vive, i nostri sono all’erta e, quando Nikolai fa fermare i suoi vicino ad uno sperone chiamato Roccia del Corvo, capiscono che può essere una trappola.
Il capo dei mercenari manda un richiamo con il corno, a cui non c’è risposta. Dicendo che le sentinelle non rispondono e che ci sarà un agguato, Nikolai guida i suoi all’attacco, intimando ai nostri di restare indietro. Khorin, caparbiamente, resta con il capo mercenario e raggiunge con lui la Roccia del Corvo. Intanto, Vorg e Kurug fanno rifugiare il loro gruppo fra i pini. Gabriel e Kaelen sentono un movimento, uno dalla pista, l’altro dalla pineta. Un gruppo di selvaggi armati di lance sta attaccando i nostri da dietro, cercando di coglierli di sorpresa. Kurug si frappone fra lo sciamano, Gabriel e i nemici, mentre Aurion protegge Tyrael contro due avversari, mentre altri due accorrono dagli alberi. Nella pineta, Kaelen colpisce un nemico ferendolo seriamente alla coscia, mentre un altro viene ingaggiato dai due barbari con ascia che proteggono donne e bambini. Aurion ferisce i due avversari, poi viene ferito da un giavellotto scagliato da uno dei nemici più distanti, mentre l’altro viene colpito da un dardo di fuoco di Gabriel.
Intanto, alla Roccia del Corvo, Khorin capisce cosa sta accadendo, ma non può aiutare i suoi amici: Nikolai è pronto allo scontro e getta la maschera. L’uomo, che i nostri sanno essere stato spadiere presso la corte del Principe di Klosterfeld, si rivela un tosto avversario, ma le difese del nano reggono. Frattanto, Aurion si è lanciato sugli altri due avversari, abbattendone uno. Lo scontro gira decisamente a favore dei nostri quando i dardi di fuoco di Gabriel, una sfera d’acqua di Vorg e le frecce di Kaelen si abbattono sui nemici rimasti. L’ultimo tenta la fuga, e viene incenerito da un dardo mirato del mago. Aurion può così lanciarsi di scatto verso la Roccia, in aiuto di Khorin. Nikolai, notando la mossa dello spadaccino, chiama a gran voce rinforzi.
Così, i nostri eroi hanno sventato l’attacco a sorpresa dei selvaggi armati di lancia, ma ora una minaccia ben più grande grava su di loro: l’esperta lama di Nikolai e la sua decina di ribaldi pronti a tutto. Riuscirà il gruppo a sopravvivere?

PIZZE DADO



2 Aprile – Scontro alla Roccia del Corvo

I nostri eroi hanno avuto la meglio contro i selvaggi armati di lance, ma una minaccia maggiore incombe su di loro: Nikolai ha chiamato i rinforzi, e da dietro i due speroni di roccia sbucano quattro dei suoi uomini, due per lato. Aurion, che stava accorrendo da Khorin, cambia direzione e piomba su due nemici, anticipando il tiro di un arciere e ferendo anche l’altro guerriero. Gabriel, che si era avvicinato per poter usare i suoi incantesimi, vede un nemico corrergli incontro e un altro prenderlo di mira con l’arco, ma Kurug si pone davanti come difesa, e Kaelen colpisce l’arciere con una freccia.
Lo scontro divampa: due guerrieri di Nikolai si uniscono agli altri, mentre un altro nemico si muove di soppiatto fra gli alberi, scoperto da Kaelen, che lo uccide con un tiro micidiale che gli trapassa il cranio. Nikolai stesso continua il suo duello con il caparbio Khorin, e quando uno dei suoi uomini più fidati prova ad aiutarlo, egli lo manda a caccia di Gabriel “il senza paura”. Quest’ultimo, dopo aver lanciato una palla di ghiaccio sull’arciere, vedendo un nemico correre nella sua direzione prova a spostarsi magicamente vicino ad Aurion, che ha intanto abbattuto tutti i suoi nemici. Il nemico però riesce ad anticiparlo, ma il suo colpo frettoloso ferisce appena Gabriel, che riesce a spostarsi senza problemi. Aurion lo protegge poi dal nemico che sta tornando alla carica, e i due lo abbattono facilmente.
Dall’altro lato, Kurug viene ferito in modo serio, ma le frecce di Kaelen e l’arrivo di Aurion terminano lo scontro. Vedendo la situazione, Nikolai batte in ritirata, imitato dall’ultimo arciere rimasto. Aurion e Kaelen non mollano, rincorrono i nemici e gli raggiungono oltre la Roccia del Corvo, prima che essi possano montare in sella. Infatti, ad attenderli dopo una svolta della pista, c’è il compare che faceva la guardia ai cavalli.
Aurion si lancia coraggioso verso Nikolai, che lo ferisce però con un colpo rapidissimo, mentre Kaelen abbatte con una freccia micidiale l’arciere. Gabriel, volando magicamente, arriva dal cielo, proprio quando Nikolai ha mandato l’ultimo dei suoi a prendere Kaelen, e sta infierendo su Aurion. I dardi di fuoco del mago rendono inoffensivo il nemico diretto da Kaelen, e contribuiscono ad abbattere Nikolai assieme alle frecce dell’elfo. Il nemico più importante è ancora vivo, e viene curato e legato. I tre compagni ritornano con i cavalli da Khorin, che nel frattempo è stato soccorso dalle donne dei barbari, mentre lo sciamano Vorg si è occupato della ferita di Kurug.
Così, i nostri sono sopravvissuti all’attacco di Nikolai e della sua banda. Cosa si cela dietro le mosse della banda? Qual è la relazione fra Nikolai e la tribù delle lance? E quali altri pericoli attendono i nostri sulla strada verso Kuran-Armdar?

PIZZE IVAN



2 Aprile – Kuran-Armdar

I nostri eroi si mettono in marcia lungo una pista difficoltosa e, superata un’ardua salita, si ritrovano in un luogo meraviglioso cullato fra le montagne. Qui, fra prati e torrenti di montagna, vedono diversi carri diretti alla fortezza dei nani, provenienti da piste differenti. In breve, il gruppo si accoda al resto dei viandanti e raggiunge il posto di scambio di Kuran-Armdar, dove il capitano Doldhor sorveglia le operazioni e mantiene l’ordine, mentre la gestione degli scambi è affidata all’attendente Beldir, un nano piuttosto elegante. Quando Khorin si fa avanti e incomincia a raccontare al capitano del passo le vicende di quegli ultimi giorni, e in particolare di aver recuperato il medaglione di un capitano dei Custodi di quella fortezza, Doldhor invita i nostri ad entrare nella caverna di scambio, ben sorvegliata.
Non senza qualche attrito, specie con Kaelen, il capitano Doldhor si fa spiegare bene ogni cosa, e i nostri restano sorpresi nel constatare che Nikolai, loro prigioniero, è considerato amico dai nani della fortezza. Messo davanti all’evidenza e alla confessione di Nikolai stesso, Doldhor fa chiamare il Generale responsabile delle difese del passo. Questi, una volta udita tutta la storia, decide di far pernottare il gruppo all’interno del passo, accogliendo anche i barbari, che erano stati in precedenza trattati con molta diffidenza. Intanto, i nostri presentano a Beldir tutto ciò che possono scambiare e chiedono di poter acquistare armi migliori. Nikolai, interrogato dai nostri, non vuole rivelare nulla senza la sicurezza di riavere la libertà, e dice di avere informazioni interessanti, anche riguardo l’Altro Potere.
Il mattino seguente, Khorin viene condotto al cospetto del Generale e di un vecchio nano, il saggio Thardhur. Questi ha avuto visione della sorte dei nani perduti, frammenti di immagine confusi, ma che sono sufficienti a confermare la versione di Khorin, di cui viene apprezzata la sincerità. Così, il vecchio e il Generale garantiscono un trattamento di favore al gruppo negli affari, e un luogo fra i monti che possa accogliere i barbari. I nostri concludono un proficuo scambio con il mercante Emnir, e in cambio di gioielli e oro ricevono nuove armature, una spada incantata, due frecce magiche e un’ascia con una runa minore per Khorin. Equipaggiati con i nuovi armamenti, i nostri accompagnano i barbari nella loro nuova casa. Qui, Vorg regala a Gabriel una strana pietra, che egli chiama “naalin”, nell’Antica Lingua significa “frammento”, secondo la loro tradizione sono i pezzi del carro del dio del fuoco precipitato sulla terra. Si tratta di oggetti molto ricercati e potenti, anche se ora quel naalin è scarico.
Salutati i barbari, i nostri decidono di liberare Nikolai, che in cambio rivela di essere stato al servizio dell’Ingegnere, un tipo misterioso che vive circondato da una stretta cerchia di collaboratori della sua razza e guerrieri in armatura completa, da qualche parte a sud di Attenberg e a nord dell’ansa del fiume Lains. Egli ha molti informatori, incontrava Nikolai stesso e chiunque volesse vederlo in luoghi sempre diversi, con molta prudenza. L’Ingegnere ha esteso il suo controllo sull’intera regione, è sempre alla ricerca di oggetti magici, conoscenze e anche di elfi, che ritiene fondamentali per i suoi esperimenti. Nikolai lo ha sentito parlare dell’altro potere con l’emissario di un collezionista di oggetti che vive dalle parti di Mustek. Nikolai dice che la setta del ragno è avversaria dell’Ingegnere, e di aver lui stesso ucciso alcuni fanatici con la ragnatela sulla mano.
Così, i nostri eroi ora hanno armamenti migliori, e qualche informazione in più sulla situazione. Cosa trama l’Ingegnere? Qual è il suo legame con l’altro potere e con la vicenda dei Vondrack? E quali saranno le prossime mosse dei nostri eroi?

PIZZE FABIO



3 Aprile – Spie e inganni

I nostri eroi decidono di lasciare la fortezza dopo aver preso anche un carro e un cavallo da tiro in cambio di uno dei cavalli da sella, e di dirigersi a nord a caccia dell’Ingegnere. Khalen studia il percorso con una mappa e con i consigli di uno dei nani. Il gruppo si avvia per una pista poco battuta che procede fra i monti verso nord, una zona selvaggia da cui i nostri sono stati messi in guardia: ci sono molti lucertoli, pelleverde e nessun insediamento dei nani. Tuttavia, senza grossi incidenti, salvo un falso allarme e le impronte di orchi notate da Khaelen, dopo due giorni di viaggio i nostri scendono alla vallata e trascorrono un’altra notte all’addiaccio, in una zona selvaggia e disabitata.
Finalmente, il gruppo giunge a metà della giornata seguente in vista del fiume Lains. Dopo aver chiesto notizie del guado più vicino, e del villaggio di Schandau, i nostri attraversano il corso d’acqua, con Gabriel che guida sapientemente il carro e Khorin costretto a muoversi a piedi con il barilotto di birra fra le mani, troppo prezioso per essere lasciato a bordo. Finalmente giunti al villaggio, i nostri hanno interesse a farsi notare, volendo scatenare qualche reazione nelle spie che, presumono, l’Ingegnere abbia ovunque. Lasciati i cavalli e carri allo stallaggio, i nostri mangiano e bevono in una taverna, e qui Khaelen nota un tale che continua a osservarli e tenerli d’occhio, dissimulando senza abilità la cosa.
I nostri mettono in difficoltà l’uomo invitandolo al tavolo, offrendogli una birra, e questi molto in imbarazzo fa di tutto per andarsene, visibilmente a disagio. L’elfo segue l’uomo, Jit, e lo vede andare sul retro di una casa elegante e parlare con qualcuno. Khaelen ode solo le parole di Jit, ma sono sufficienti per capire che deve avvisare qualcuno dell’arrivo dei nostri. L’elfo torna a riferire ai compagni, che subito si affrettano a prendere i cavalli e partire per inseguire Jit, che nel frattempo ha recuperato un asino e si allontanato dal villaggio in direzione dei monti brulli più a ovest. Il gruppo raggiunge Jit che, spaventato, racconta quello che sa: egli viene usato come spia in paese, e deve riferire a dei misteriosi individui, originari di altre terre, fra cui due guerrieri in armatura completa. Questo gruppo si rifugia presso i resti di un piccolo borgo dato alle fiamme dagli orchi anni prima, Ghorish, vicino a una cava di pietra ormai abbandonata.
I nostri decidono di mandare Jit in avanti come se nulla fosse, di seguirlo e sorprendere i nemici, che sono in quattro secondo il racconto dell’uomo. Jit avanza con il suo asino in mezzo alle rovine bruciate del piccolo villaggio, i nostri si muovono sul lato sud, mentre Khaelen su quello nord. Nei pressi dell’edificio più grande, in muratura, l’unico ancora in buona parte integro, i nostri vedono effettivamente quattro nemici, come descritto da Jit. Gabriel però ascolta con la magia le parole di Jit e di un individuo in tunica grigia, e capisce che la spia ha avvisato di essere stata seguita, e che i nemici sono pronti a colpire. Intanto, Aurion ha aggirato l’edificio e ha visto altri tre guerrieri in armatura appostati sul lato ovest.
Jit si allontana con l’asinello, mentre i due che lo avevano accolto fanno per rientrare fra le rovine. Gabriel non perde l’attimo e colpisce con dardi di fuoco i due nemici, e lo scontro divampa. Aurion ingaggia battaglia con l’ultimo dei tre nemici, e lo uccide, mentre gli altri due girano l’angolo. Khorin assale il guerriero più vicino, un altro giunge a dare manforte ma viene ucciso da una freccia di Khaelen, che intanto ha anche ferito uno dei tizi con la tunica grigia. Gabriel si sposta per avere visuale, ma il suo dardo di fuoco colpisce il nemico già abbattuto dalla freccia di Khaelen. Intanto, uno dei tizi in tunica strepita, e dei due guerrieri rimasti, uno si ferma per duellare con Aurion, mentre l’altro va in direzione di Khaelen, sul lato opposto della via.
Così, i nostri amici hanno trovato anche prima del previsto gli uomini al servizio dell’Ingegnere. Riusciranno a sopravvivere allo scontro fra le rovine di Ghorish?

PIZZE MARCO



6 Aprile – Il prigioniero

Lo scontro fra le rovine di Ghorish è al culmine: Aurion abbatte con una serie di colpi tremendi il proprio avversario, mentre il povero Kaelen viene investito da un nemico che lo ferisce e lo costringe alla fuga. Intanto, Khorin prende il sopravvento sul suo avversario diretto, e Tyrael usa il suo canto magico per trattenere il tizio con la tunica, che stava per lanciare un’ampolla verso Gabriel. Il mago ne approfitta per preparare i dardi di fuoco, che scaglia poi sul nemico di Khorin e su quelle di Kaelen.
Infine, mentre l’elfo che si mette in salvo e poi si cura le ferite con un unguento, il suo nemico diretto viene intercettato da Aurion e abbattuto, e l’avversario di Khorin arretra ormai allo stremo, e il nano ne approfitta per attaccare il tizio in tunica, che Tyrael non controlla più. Infatti, il menestrello è stato aggredito dall’altro tizio in tunica, che brandisce un pugnale. Gabriel trasporta il compagno al sicuro magicamente, mentre Aurion accorre in zona. Khorin ferisce il tizio con la tunica, che lascia cadere l’ampolla, sprigionando una nube tossica. Il nano è quello che sopporta meglio il gas e ne esce indenne, e stordisce il tizio con la tunica nella speranza di prenderlo vivo.
L’ultimo nemico rimasto prova a lanciare una sfera esplosiva su Gabriel e Tyrael, ma il mago usa un muro d’aria per rendere difficile il tiro. Il nemico si dà alla fuga, ma le veloci gambe di Aurion non gli danno scampo. Egli prova a prendere qualcosa dalla tasca, e lo spadaccino lo abbatte senza pietà. Mentre Khorin esplora le rovine, Aurion e Kaelen vanno a caccia di Jit e lo raggiungono. L’ometto viene riportato dagli altri e confessa tutto: farsi scoprire mentre osservava i nostri faceva parte del piano, è una trappola già organizzata, il suo compito è fare da esca e attirare alle rovine, gli ordini li dà Frank Grit.
Intanto, Khorin ha trovato una botola e all’interno un prigioniero malridotto, vittima di torture. I nostri fanno ritorno in paese con il prigioniero liberato, e chiudono Jit nella botola. Lasciato Tyrael con il ferito e i cavalli vicino allo stallaggio, gli altri vanno subito alla casa di Grit, che prova la fuga quando si rende conto di essere stato scoperto. Khorin taglia la strada a Grit e alla sua guardia del corpo, così il mercante si mette a gridare contando sull’aiuto della gente in piazza. Gabriel però usa i suoi poteri mentali per far credere a Grit stesso che è stato il suo uomo armato a minacciarlo, e in breve l’incidente si conclude. I nostri trascinano Grit nella sua stessa casa e lo interrogano.
L’uomo confessa tutto: lavora per l’Ingegnere con il compito di tenere sotto controllo la zona e riferire ai suoi emissari alle rovine, ma non sa dove l’Ingegnere si nasconda o come contattarlo direttamente. Egli dice che l’uomo ferito si faceva chiamare Filip Desmet, intagliatore ed esperto di marmi e pietre pregiate, allievo di un importante esperto del Ducato. Filip ha avuto la sfortuna che proprio l’esperto del Ducato di cui si era spacciato come allievo sia arrivato a Schandau, facendo saltare la sua copertura. I nostri lasciano libero Grit, e vegliano a turno su Filip, che Tyrael ha fatto portare dal medico del paese.
All’alba del giorno seguente, Filip si risveglia, e parla con Aurion e poi con il resto del gruppo. Egli è in realtà una spia inviata dall’Adunanza e in particolare da un Inquisitore di nome Gustav Nagen, con il compito di scoprire quanto più possibile sull’Ingegnere. Secondo l’Adunanza, la Morte Oscura che ha decimato la popolazione di Aluin è stata infatti un effetto nefasto del lavoro dell’Ingegnere, e va scongiurata la possibilità che possa farlo di nuovo, o peggio. Filip non fa parte dell’Adunanza, ma è un credente in Nauen, precettato poiché i suoi studi e le origini ducali erano ideali per la copertura scelta.
Così, i nostri eroi possono contare ora su un prezioso aiuto in Filip, e hanno ben chiaro qual è il vero pericolo che va scongiurato ad ogni costo. l’Ingegnere sta lavorando a qualcosa di simile alla Morte Oscura? Quale relazione c’è fra l’Altro Potere e il male che ha mietuto le vite di migliaia di persone in tutta Aluin?

PIZZE TEX

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